Solo compiendolo si ha l'esperienza del bene.- Simone Weil
Solo compiendolo si ha l'esperienza del bene.
La pietà di se stessi non appartiene alla sventura estrema. Al di sotto di un certo livello di sventura, la pietà si muta in orrore per sé così come per gli altri. Per questo Napoleone diceva che le vere sventure non si raccontano; e gli antichi, che i grandi dolori sono muti.
Ogni volta che penso alla crocifissione di Cristo, commetto il peccato dell'invidia.
La superstizione moderna del progresso è un sottoprodotto della menzogna con la quale si è trasformato il cristianesimo in religione romana ufficiale.
La gioia è la nostra fuga dal tempo.
Gli amanti e gli amici desiderano due cose: di amarsi al punto di entrare l'uno nell'altro e diventare un solo essere e di amarsi al punto che la loro unione non ne soffra, quand'anche fossero divisi dalla metà del globo terrestre.
Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dirò: dalla buona coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino.
Possedere un bene non serve a niente se non si è pronti a perderlo. E i beni la cui perdita è più facilmente tollerabile sono quelli che, perduti, non possono essere oggetto di rimpianto.
Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio.
Chi è convinto di farci del bene spesso ci rovina.
Nessun bene si può avere al mondo, che non sia accompagnato da mali della stessa misura.
Il bene pubblico è la legge suprema.
Benedetti coloro che non hanno nulla da dire e che non si lasciano convincere a dirlo.
Non dà gioia il possesso di nessun bene, se non puoi dividerlo con altri.
Lume v'è dato a bene e a malizia.
Si "deve" dare il contraccambio, nel bene come nel male: ma perché proprio alla persona che ci fece del bene o del male?