Dovunque c'è l'uomo, c'è l'occasione per fare del bene.- Lucio Anneo Seneca
Dovunque c'è l'uomo, c'è l'occasione per fare del bene.
Che giovano a quell'uomo ottant'anni passati senza far niente? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, né è morto tardi, ma ha impiegato molto tempo per morire.
Un tale ordine non può appartenere a una materia che si agiti casualmente. Un incontro di elementi senza piano e senza disegno non avrebbe questo equilibrio, né una così saggia disposizione. L'universo non può essere senza Dio.
L'ira trasforma nel suo contrario tutto ciò che è ottimo e giustissimo. Non consente che si ricordi di alcun dovere colui che da essa è posseduto: fa di un padre un avversario, d'un figlio un parricida, d'una madre una matrigna, d'un cittadino un nemico, d'un re un tiranno.
Per l'uomo non ci sono certezze e la fortuna non lo conduce necessariamente alla vecchiaia: lo congeda a suo piacimento.
L'uomo che non solo decide di morire, ma trova anche il modi di farlo, è grande.
Il sommo bene è l'armonia dell'animo.
Possedere un bene non serve a niente se non si è pronti a perderlo. E i beni la cui perdita è più facilmente tollerabile sono quelli che, perduti, non possono essere oggetto di rimpianto.
Il bene pubblico è la legge suprema.
Io non cerco nessuna ricompensa, nemmeno di rinascere in cielo, ma cerco il bene degli uomini: cerco di ricondurre coloro che si sono persi e d'illuminare coloro che vivono nelle tenebre.
È meglio non ricevere gratitudine piuttosto che non fare del bene.
Il bene nasce dal male come il male dal bene.
Nessun bene si può avere al mondo, che non sia accompagnato da mali della stessa misura.
Un bene che può essere dato, può anche essere tolto.
Lume v'è dato a bene e a malizia.
Fra il bene e il male c'è una porta, e io l'aprirò!