Il bene pubblico è la legge suprema.- Marco Tullio Cicerone
Il bene pubblico è la legge suprema.
Il saggio stesso formula spesso opinioni su ciò che non conosce, non di rado è in preda alla collera, cede alle preghiere e si calma, corregge talora se così è meglio le sue affermazioni e talora cambia parere; tutte le virtù sono temperate dal giusto mezzo.
Bisogna rivolgere agli amici solo richieste oneste, compiere per gli amici solo azioni oneste senza aspettare di esserne richiesti, mostrarsi sempre disponibili e mai esitanti, avere il coraggio di dare liberamente il proprio parere.
Con la consuetudine si forma quasi un'altra natura.
Non sono l'acqua e il fuoco, come dicono, a esser utili in tante situazioni, è l'amicizia.
La parsimonia è un gran guadagno.
Come nella speranza o in qualunque altra disposizione dell'animo nostro, il bene lontano è sempre maggiore del presente, così per l'ordinario nel timore è più terribile il male.
Meglio è non fare il bene che farlo e poi pentirsi d'averlo fatto.
Fate del bene a quanti più potete, e vi seguirà tanto più spesso d'incontrare dei visi che vi mettano allegria.
Fra il bene e il male c'è una porta, e io l'aprirò!
Nessun bene si può avere al mondo, che non sia accompagnato da mali della stessa misura.
Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: e così si finirebbe anche a star meglio.
Chiunque fa del bene ad un'altro, lo fa anche a se stesso.
Distinguere il bene dal male non è facile poiché i confini tra questo e quello siamo noi a tracciarli.
Benedetti coloro che non hanno nulla da dire e che non si lasciano convincere a dirlo.
Il bene e il male sono i due sproni del mondo, e lo tengono in carreggiata. Se pungesse soltanto il male, il mondo perderebbe l'equilibrio e cadrebbe tutto da una parte. E così viceversa del bene.