Vive veramente solo chi vive il proprio destino come un mistero.- Stefan Zweig
Vive veramente solo chi vive il proprio destino come un mistero.
Coloro che sostengono di combattere per Dio sono gli uomini più intolleranti della terra; poiché credono di ricevere messaggi divini, le loro orecchie sono sorde a qualsiasi parola dell'umanità.
Da un facile successo scaturisce solo orgoglio.
Il senso di massa e di gregge non aveva raggiunto nella vita pubblica la repugnante potenza che ha oggi; la libertà dell'agire privato era considerata – cosa oggi appena concepibile – legittima e sottintesa; la tolleranza non veniva come oggi disprezzata e ritenuta debolezza, ma esaltata quale energia morale.
Lo spirito viene dal sangue, il pensiero dalla passione, la passione dall'entusiasmo.
Quella del mistero è la migliore esperienza che possiamo avere. È l'emozione fondamentale che veglia la culla della vera arte e della vera scienza.
Preferiamo quello che già conosciamo. Se dobbiamo scegliere tra due cose, una delle quali ci è già nota, tendiamo sempre a essere più attratti da quella che già conosciamo.
Ora arriva il mistero.
State contenti, umana gente, al quia; ché, se potuto aveste veder tutto, mestier non era parturir Maria; e disiar vedeste sanza frutto tai che sarebbe lor disio quetato, ch'etternalmente è dato lor per lutto.
L'arte, in fondo, come tante fra le cose più belle, vien meglio un po' di nascosto.
Se l'uomo da sempre ha sentito il bisogno della religione, è perché si ritrova circondato, assediato, quasi oppresso, dal mistero della vita, che lo affascina e che insieme lo angoscia.
I parlamentari non amano che siano rese note le loro attività.
La burocrazia sta alla politica come il mistero alla religione.
Il Santo Graal. Una catena di misteri lunga duemila anni.
Il vero mistero del mondo è il visibile, non l'invisibile.