Vive veramente solo chi vive il proprio destino come un mistero.- Stefan Zweig
Vive veramente solo chi vive il proprio destino come un mistero.
Un bel discorso non è mai bastato ad acquietare gli stomachi vuoti.
Voler giocare contro sé stesso, costituisce negli scacchi un paradosso, come voler saltare sopra la propria ombra.
Non è forse maledettamente facile credere di essere un grand'uomo se non si ha la minima idea dell'esistenza di un Rembrandt, di un Beethoven, di un Dante, di un Napoleone?
Gli anni hanno la strana facoltà di fiaccare tutti i sentimenti.
Coloro che sostengono di combattere per Dio sono gli uomini più intolleranti della terra; poiché credono di ricevere messaggi divini, le loro orecchie sono sorde a qualsiasi parola dell'umanità.
Dopo aver guardato un temporale, alla domanda: "Quante gocce di pioggia hai visto?" la risposta più adatta è "molte": non che il numero preciso non esista, ma non lo si può conoscere.
Il mistero della vita sta nella ricerca della bellezza.
Che cos'è la coscienza? È la bussola dell'ignoto.
La burocrazia sta alla politica come il mistero alla religione.
Che mistero le donne! Un giorno le ami... E quello successivo le uccideresti migliaia di volte.
Non c'è niente di misterioso per un marinaio se non il mare stesso, che è padrone della sua esistenza e imperscrutabile come il destino.
Solo da ciò che sembra perfettamente chiaro da toccare con mano, può procedere l'alta virtù del mistero.
L'ignoto è sempre molto più inquietante della realtà.
I gatti sono esseri misteriosi. Nelle loro menti vi è molto di più di quanto possiamo immaginare.
L'incompetenza non è un mistero, e nemmeno è mistero il giornalismo enfatico reso letteratura dall'iniezione di una falsa qualità epica.