Ma che paese è questo dove gli unici che hanno ancora qualche speranza vengono chiamati disperati?- Stefano Benni
Ma che paese è questo dove gli unici che hanno ancora qualche speranza vengono chiamati disperati?
Il Grande Bastardo appare per lo più come variazione nell'intensità della luce, un calo improvviso, o un lampo, o la comparsa su un muro dell'ombra di qualcosa che non esiste.
Nei sogni della notte i cattivi chiedono perdono ed i buoni uccidono.
La comunicazione perfetta esiste. Ed è un litigio.
Guardali bene. Guardali negli occhi. Hanno bei vestiti, belle etichette, begli incarti, ma sono velenosi.
La paura è una grande passione, se è vera deve essere smisurata e crescente. Di paura si deve morire. Il resto sono piccoli turbamenti, spaventi da salotto, schizzi di sangue da pulire con un fazzolettino. L'abisso non ha comodi gradini.
Quando non ti resta nient'altro imbastisci cerimoniali sul nulla e soffiaci sopra.
La religione (mi ha detto una brutta fanciulla) all'occasione è necessaria per difendersi dalla disperazione, per esempio quando si è brutti.
Non c'è cosa come l'assenza di fiducia; è sempre l'una delle due condizioni - ottimismo, o cinismo e disperazione.
Il disperare aggrava non soltanto la nostra miseria ma anche la nostra debolezza.
Chi appartiene alla disperazione non può appartenere a nessuno.
Che si può fare dell'amore quando raggiunge questi livelli di disperazione, impotenza e concentrazione folle? Qualcosa verrà senz'altro a demolirlo.
Solo un uomo che ha sentito la disperazione finale è capace di sentire la beatitudine finale.
In grandi pericoli e quando la speranza è scarsa, i consigli più audaci sono i più sicuri.
Si dice che una volta toccato il fondo non puoi che risalire. A me capita di cominciare a scavare.
La disperazione è solo per coloro che vedono la fine senza dubbio possibile.