La peggiore disgrazia in prigione, è di non poter chiudere la propria porta.- Stendhal
La peggiore disgrazia in prigione, è di non poter chiudere la propria porta.
Più grande è la noia della vita abituale, più sono attivi i veleni chiamati gratitudine, ammirazione, curiosità. Occorre allora una rapida, pronta ed energetica distrazione.
La differenza dell'infedeltà nei due sessi è così reale che una donna appassionata può perdonare un'infedeltà, ciò che è impossibile ad un uomo.
Il fluido nervoso negli uomini è consumato dal cervello e nelle donne dal cuore; è per questo ch'esse sono più sensibili. Un intenso lavoro obbligato, e nel mestiere che abbiamo fatto tutta la vita, ci consola, ma per loro niente può consolarle se non la distrazione.
Guardare da vicino il proprio dolore è un modo di consolarsi.
Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione.
Siamo seduti su un cornicione, tu stai per buttarti, io andrò in prigione. Cosa abbiamo da perdere?
Se son piene le carceri, son vuote le sepolture.
Sì, l'unico posto che qui in Russia convenga a un cittadino onesto è la prigione!
Che cosa credeva di dimostrare tenendomi in carcere? Un bel niente, eccettuato il fatto che aveva il potere di farlo.
Quando sono uscito di prigione ho dovuto capire come fare pace con il mio passato.
Il cuore ha le sue prigioni che l'intelligenza non apre.
Uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero, perché se no anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire.
Si dice che uno non conosce davvero un paese finché non è stato nelle sue carceri. Un paese non dovrebbe essere giudicato da come tratta i suoi cittadini più in alto, ma quelli più in basso.