Lo scrittore è un uomo che più di chiunque altro ha difficoltà a scrivere.- Thomas Mann
Lo scrittore è un uomo che più di chiunque altro ha difficoltà a scrivere.
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
La malignità è lo spirito della critica, e la critica è l'origine del progresso e della civiltà.
Ci sono tante diverse specie di stupidità, e il senno non ne è la peggiore.
La capacità di godere richiede cultura, e la cultura equivale poi sempre alla capacità di godere.
Non è ogni uomo un errore, un passo falso? Non cade in una prigionia tormentosa appena nasce? Prigione! Prigione! Barriere e legami dappertutto!
Il compito di un narratore è anzitutto quello di rappresentare. Un libro che si apre è come un sipario che si alza: i personaggi entrano in scena, la rappresentazione comincia.
Il dovere dello scrittore è contemplare l'esistenza, non dissolversi in essa.
Quando uno scrittore diventa un classico non c'è più bisogno di leggerlo: basta citarlo.
È difficile essere allo stesso tempo uno scrittore e un gentiluomo.
Gli unici scrittori impeccabili sono quelli che non hanno mai scritto.
Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente. Sui monti la via più diretta è quella da vetta a vetta: ma per questo occorre che tu abbia gambe lunghe. Le sentenze devono essere vette: e coloro ai quali si parla devono essere grandi e di alta statura.
Ci sono scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.
Non chiedete a uno scrittore di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell'opera: è proprio per non volerverlo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell'opera.
Molti scrittori hanno necessità di ferite, ciascuna fisica o spirituale.
Gli scrittori creativi sono più grandi delle cause che rappresentano.