Il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l'arrivare.- Tiziano Terzani
Il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l'arrivare.
Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un'alba o un tramonto.
Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo.
La misura dell'uomo non sta nella sua morte, ma nella sua vita.
Quella che chiamiamo eufemisticamente "carne" sono in verità pezzi di cadaveri, di animali morti, morti ammazzati. Perché fare del proprio stomaco un cimitero?
Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere.
Tutto considerato, ci sono due specie di uomini nel mondo: quelli che restano a casa loro e gli altri.
I viaggi che vale la pena di fare ti portano inevitabilmente, prima o poi, a dipendere dalla gentilezza degli sconosciuti, a metterti nelle mani di persone che non hai mai visto affidando loro la tua vita.
Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
Non smetteremo di esplorareE alla fine di tutto il nostro andareRitorneremo al punto di partenzaPer conoscerlo per la prima volta.
Chi ha bisogno di più di una valigia è un turista, non un viaggiatore.
Qualunque cosa si faccia e ovunque si vada, dei muri ci si levano intorno creati da noi, dapprima riparo e subito prigione.
Un uomo dovrebbe sapere qualcosa anche sul proprio paese prima di andare all'estero.
Rendersi conto che nessuno può fare il viaggio al posto tuo è fondamentale. Così come lo è sapere che il viaggio è più stimolante se fatto in compagnia.
Diversivo, distrazione, fantasia, cambiamenti di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell'aria che respiriamo.
Non vado in viaggio per vedere qualcosa, ma per non vedere nulla per un po' di tempo.