Quando le cose mi cadono dalle mani, non è colpa mia, è colpa delle cose.- Tonino Guerra
Quando le cose mi cadono dalle mani, non è colpa mia, è colpa delle cose.
Chi si innamora si innamora di se stesso, chi si uccide uccide un altro.
Non è vero che uno più uno fa sempre due; una goccia più una goccia fa una goccia più grande.
C'è chi non sa dove andare e sta correndo per andarci subito.
Un vecchio che visse solo in un villaggio abbandonato, visto che ero in pena per lui, mi ha gridato: "Ricordati che la solitudine tiene compagnia".
Se noi imparassimo a parlare, gli animali ci capirebbero meglio.
L'uomo può sopportare le disgrazie, esse sono accidentali e vengono dal di fuori: ma soffrire per le proprie colpe, ecco l'aculeo della vita.
Un uomo non può chiamarsi reo prima della sentenza del giudice, nè la società può toglierli la pubblica protezione, se non quando sia deciso ch'egli abbia violati i patti coi quali le fu accordata.
Chi trova nella propria vita molte colpe si sveglia di frequente anche dai sogni come i fanciulli e vive nella paura, tra brutti presentimenti; a chi invece è conscio di non aver commesso alcuna ingiustizia sta sempre accanto una lieta speranza e una buona "nutrice di vecchiaia".
Le colpe delle donne, dei fanciulli, dei servi, dei deboli, dei poveri, degli ignoranti sono colpe dei mariti, dei padri, dei padroni, dei forti, dei ricchi, dei sapienti.
Colui che è capace di sorridere quando tutto va male, è perché già ha pensato a chi dare la colpa.
Ricorda che si dovrebbe essere grati che vi siano delle colpe di cui si può essere accusati ingiustamente.
La colpa è così piena d'ingenua gelosia che si versa da sola per timore d'essere versata.
La colpa esiste solo per i rei confessi. L'insufficienza di prove e il beneficio del dubbio sono capisaldi giuridici irrinunciabili.
Una colpa non è cancellata finché si rammenta.
L'assoluzione del colpevole condanna il giudice.