Non vivo per me, ma per la generazione che verrà.- Vincent Van Gogh
Non vivo per me, ma per la generazione che verrà.
I pescatori sanno che il mare è pericoloso e le tempeste terribili, ma non hanno mai considerato quei pericoli ragioni sufficienti per rimanere a terra.
Penso spesso che la notte è più viva e intensamente colorata del giorno.
Non c'è bisogno che un artista sia un prete o un fabbriciere, ma certo egli deve avere un cuore affettuoso per gli altri uomini.
Se senti una voce dentro di te che dice 'non puoi dipingere', allora a tutti i costi dipingi e quella voce verrà messa a tacere.
Così il pennello sta alle mie dita come l'archetto al violino, e assolutamente per mio piacere.
Viviamo nella paura, ed è così che non viviamo.
Più che di saper vivere, non è meglio parlare di "saper fingere"?
Vivere è come amare: tutte le ragioni sono contro, tutti i sani istinti sono a favore.
Bisogna vivere, cioè illudersi; lasciar giocare in noi il demoniaccio beffardo, finché non si sarà stancato; e pensare che tutto questo passerà.
Se si sappia vivere da vinti, lo si è un po' meno.
Se un uomo non ha scoperto nulla per cui vorrebbe morire, non è adatto a vivere.
Ognuno è cosmo tessuto di caos e bellezza. E vivere è esercitarsi a dominare quegli oceani interiori che ci generano e ci minacciano.
Se non hai ragione per vivere non trovarne una per morire.
Vivere bene è meglio che vivere.
Così noi viviamo, per sempre prendendo congedo.