Non vivo per me, ma per la generazione che verrà.- Vincent Van Gogh
Non vivo per me, ma per la generazione che verrà.
Non c'è bisogno che un artista sia un prete o un fabbriciere, ma certo egli deve avere un cuore affettuoso per gli altri uomini.
Le grandi cose non vengono fatte per impulso, ma da una serie di piccole cose messe insieme.
Spesso le persone fanno arte, ma non se ne accorgono.
Mi colpisce sempre, ed è molto curioso, che, ogni volta che vediamo l'immagine dell'indescrivibile e impronunciabile desolazione della solitudine, della povertà e della miseria, l'ultima ed estrema delle cose che ci viene in mente è il pensiero di Dio.
Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto.
Viviamo insieme in un'unica grande favola che nessuno sa cos'è.
Le soluzioni immaginarie sono il vivere e il cessare di vivere. L'esistenza è altrove.
La morte degli altri ci aiuta a vivere.
Gli uomini traggono maggior vantaggio dal permettere a ciascuno di vivere come gli sembra meglio che dal costringerlo a vivere come sembra meglio agli altri.
Vivere è un'arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti.
Vivrò per sempre o morirò cercando di riuscirci.
La giusta funzione di un uomo è di vivere, non di esistere.
Chi vive contento di niente possiede ogni cosa.
Nessuno s'accorga che tu sei vissuto.
Si può imparare a vivere? Evita qualsiasi frenesia, lascia che i tuoi giudizi smascherino la stupidità. Ridi, ma senza fretta.