La vera gloria di un vincitore è quella di essere clemente.- Vincenzo Cuoco
La vera gloria di un vincitore è quella di essere clemente.
Le vittorie consumano le forze al pari o poco meno delle disfatte, e le forze si perdono inutilmente se non prive di consiglio, o lo scopo è tale che non possa ottenersi.
Ciò che è effetto di sola fortuna non si ripete con tanta simiglianza due volle.
Il sentimento produce l'entusiasmo.
La ricchezza è relativa all'oggetto a cui taluno tende: un uomo che abbia trecentomila scudi di rendita, è un ricchissimo privato, ma sarebbe un miserabile sovrano.
Morire per un'idea; è indiscutibilmente nobile. Ma quanto più nobile sarebbe se gli uomini morissero per idee che fossero vere!
La differenza fra la gloria reale e la fittizia sta nel sopravvivere nella storia o in una storia.
La gloria si concede solamente a quelli che l'hanno sempre sognata.
La gloria disdegnata ritorna talvolta, a tempo debito, accresciuta.
La ricerca più nobile è la ricerca dell'eccellenza.
In volo per la gloria... o morte o vittoria!
Seppi che era amore, e capii che era gloria.
Il valore della nazionale non si confronta con il denaro, si confronta con la gloria.
Non è cosa che gli uomini nel vivere del mondo debbino piú desiderare e che sia piú gloriosa, che vedersi el suo inimico prostrato in terra ed a sua discrezione; e questa gloria la raddoppia chi la usa bene, cioè con lo adoperare la clemenzia, e col bastargli d'avere vinto.
Oltre a essere effimera, la gloria non è priva di conseguenze.