A' generosi, giusta di glorie dispensiera è Morte.- Ugo Foscolo
A' generosi, giusta di glorie dispensiera è Morte.
L'uomo non si accorge quanto ei possa fare, se non quando tenta, medita e vuole.
Nell'obbedire all'onore, quand'anche ci comanda d'essere sciaguratissimi, si sente pur sempre una delicatissima e magnanima voluttà che ci compensa di tutti i dolori.
La beatitudine di sentirsi amato addolcisce ogni dolore.
A chi non ha patria non istà bene l'essere sacerdote, né padre.
Coloro che non furono mai sventurati, non sono degni della loro felicità.
La vigliaccheria chiede: è sicuro? L'opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto?
Nel teatro la parola è doppiamente glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello.
L'umiltà e la carità vanno di pari passo. L'una glorifica e l'altra santifica.
In volo per la gloria... o morte o vittoria!
La gloria costruita su princìpi egoistici è vergogna e colpa.
In occidente non esiste la cultura del perdente, solo l'esaltazione del vincitore. Ma è nella sconfitta che si manifesta la gloria dell'uomo.
La gloria degli scrittori, non solo, come tutti i beni degli uomini, riesce più grata da lungi che da vicino, ma non è mai, si può dire, presente a chi la possiede, e non si ritrova in nessun luogo.
Non si può vedere che dove non c'è più alcuna tenebra di potere. Il potere, cieco, oscura la gloria.
L'invidia viene immediatamente dopo la gloria.
Ci innalziamo nella gloria così come affondiamo nell'orgoglio.