La virtù difese L'iniquità; ma pur soggiacque.- Vincenzo Monti
La virtù difese L'iniquità; ma pur soggiacque.
Pudor, virtude incomoda, Pudor, virtude ingrata; Da colpa (ahi turpe origine !) E da rimorso nata; Pudor, che all'uom contamini I più soavi affetti, Onde in amaro aconito Si cangiano i diletti.
Finché l'età n'invita, Cerchiam di goder. L'aprile del piacer Passa, e non torna più. Grave divien la vita Se non ne cogli il fior.
I miei misfatti, o donna, Son due: l'odio a' superbi, e immenso, e ardente Amor di libertà.
Pallido intanto sull'Abnobie rupi Il Sol cadendo raccogliea d'intorno Dalle cose i colori, e alla pietosa Notte del mondo concedea la cura.
Più sei bella, più devi Ad Amor voti e fè.
La virtù è uno stato di guerra, e per vivere in essa dobbiamo sempre combattere con noi stessi.
E non c'è nessun individuo di nessun popolo che, se guidato dalla natura, non possa pervenire alla virtù.
Senza il coraggio, tutte le altre virtù perdono valore.
La bellezza, dopo tre giorni, è tanto noiosa come la virtù.
La pazienza è la virtù di chi ha tempo da perdere.
La virtù più salda evita i rischi.
Uomini mediocramente morali hanno scritto eccellenti massime; invece uomini virtuosissimi nulla fecero per far durare la tradizione della virtù.
Poiché vogliamo insegnare agli altri la via della virtù, incominciamo dall'entrarvi noi medesimi, e ci seguiranno.
La virtù è simile a una città collocata sopra una montagna: non può restar nascosta. Noi possiamo celare se vogliamo per un po' di tempo i nostri vizi, ma la virtù si manifesta sempre.
Non dalla ricchezza deriva la virtù, ma dalla virtù la ricchezza e ogni altro bene.