La virtù difese L'iniquità; ma pur soggiacque.- Vincenzo Monti
La virtù difese L'iniquità; ma pur soggiacque.
Più sei bella, più devi Ad Amor voti e fè.
Torna, o delirio lusinghier deh! torna; Né cosi ratto abbandonarmi. Io dunque Suo sposo! ella mia sposa! Eterno Iddio, Di cui fu dono questo cor che avvampa, Se un tanto ben mi preparavi, io tutti Spesi gl'istanti in adorarti avrei.
Il cuore vuole sempre la parte sua nelle operazioni dell'intelletto.
Sostienmi, O mio coraggio. Ecco l'orrendo Volto di morte! Arricciasi ogni pelo, E l'alma al cor precipita fremendo.
Non esercitata, la virtù può diventare un peccato. Come il peccato una virtù.
L'erbaccia è una pianta di cui non sono state ancora scoperte le virtù.
Qui sono sepolti i resti di chi possedeva bellezza senza vanità, forza senza insolenza, coraggio senza ferocia, e tutte le virtù dell'uomo senza i suoi vizi.
La virtù diffonde i suoi effetti anche da lontano e stando nascosta.
La bellezza, dopo tre giorni, è tanto noiosa come la virtù.
Una virtù che dona è la virtù più nobile.
Quando si vogliono inseguire le virtù fino all'estremo, compaiono i vizi.
Noi non ci sosteniamo nella virtù con le nostre forze, ma per il contrappeso dei due vizi opposti, così come restiamo in piedi tra due venti contrari. Togliete uno di questi vizi, cadiamo nell'altro.
La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà.