Senza il teatro non ci sarebbe la televisione e nemmeno il cinema.- Vincenzo Salemme
Senza il teatro non ci sarebbe la televisione e nemmeno il cinema.
Se uno spettacolo non va bene sto male, sto proprio male. Io voglio solo che vada tutto bene, che le persone ridano, che si divertano, che escano contente e quando vedono gli amici dicano 'oh, guarda quello è troppo forte!'. Questo è il successo, questo è il teatro.
Una città senza il teatro è una città incivile.
Come mi ha insegnato Eduardo in tanti anni, per farci capire al Nord bisogna parlare un napoletano, chiamiamolo piccolo-borghese, cioè parlare in italiano con l'accento napoletano, però lasciando alcune battute napoletane perché piacciono molto.
Il cinema è solo una moda passeggera. È il dramma in lattina. Il pubblico vuole vedere attori in carne ed ossa sul palcoscenico.
Ho cominciato come pittore ma ero nato per il teatro.
Pur troppo per qualche tempo l'arte nostra si è avvilita a segno di mendicar dalla musica i suffragi per tirar la gente al teatro.
Le anime che non siano teatro di conflitti sono scenari vuoti. La concordia è sempre noiosa.
Il teatro mi ha tenuto in vita e mi ha dato modo di applicarmi al mio talento.
Noi del tribunale siamo fortunati, abbiamo un posto in prima fila nel teatro della vita.
La carriera della maggior parte di quelli che fanno teatro è fatta di delusioni.
Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d'infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere.
Il teatro mi ha aperto ad un mondo nuovo, ad una libertà che prima non conoscevo.
Il teatro è un po' come partire ogni anno per un piccolo servizio militare: mi piace fare uno spettacolo che rimanga di alta qualità nel corso di tutte le repliche, da Roma fino all'ultima provincia del nostro paese.