Per la maggior parte dei ricchi, il principale piacere della ricchezza consiste nello sfoggiarla.- Adam Smith
Per la maggior parte dei ricchi, il principale piacere della ricchezza consiste nello sfoggiarla.
Soltanto il lavoro, non variando mai nel suo valore, è quindi la sola, ultima e reale misura con la quale il valore di tutte le merci può in ogni tempo e luogo essere stimato e confrontato.
La società non può sussistere tra coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi torto l'un l'altro.
La scienza è il grande antidoto contro il veleno dell'entusiasmo e della superstizione.
Raramente la gente dello stesso mestiere si ritrova insieme, anche se per motivi di svago e di divertimento, senza che la conversazione risulti in una cospirazione contro i profani o in un qualche espediente per far alzare i prezzi.
L'uomo ha un bisogno quasi costante dell'aiuto dei suoi simili.
Che cos'è il piacere, se non un dolore straordinariamente dolce.
"Fa male la prima volta, dopo dà soltanto piacere". Frase maliziosa di Laclos. Se si potesse dire così della vita, solo che ne avessimo a disposizione più di una!
Molte persone hanno un'idea sbagliata di ciò che porta alla vera felicità. Essa non si raggiunge attraverso il piacere personale, ma attraverso la fedeltà ad un proposito degno.
Il clitoride è puro nel suo scopo. E' l'unico organo del corpo progettato per il piacere puro.
Il piacere è peccato e il peccato è un piacere.
Ho sempre ritenuto che, nella vita, bisogna fare qualcosa per vivere: io l'ho trovato ed in più mi da piacere quello che faccio e quindi non posso che ritenermi fortunato.
Il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Nell'oggetto insomma amiamo quel che vi mettiamo di noi.
I piaceri violenti sono come le sofferenze profonde: sono muti.
Non è certo il piacere che rende la vita degna di essere vissuta.
Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio.