Il grande problema da risolvere "praticamente": si può essere felice e solitario?- Albert Camus
Il grande problema da risolvere "praticamente": si può essere felice e solitario?
L'autunno è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore.
Lo schiavo inizia col chiedere giustizia e finisce col volere portare una corona. A sua volta, deve dominare.
La naturalezza non è una virtù innata: la si acquisisce.
L'uomo è l'unica creatura che rifiuti di essere quello che è.
Non v'è amore per la vita senza disperazione di vivere.
Tutti noi siamo condannati a un solitario confino all'interno della nostra pelle, a vita.
Chi non è in grado di entrare nella comunità o per la sua autosufficienza non ne sente il bisogno, non è parte dello Stato, e di conseguenza è o bestia o dio.
In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove.
Quanto più in alto uno è nella serie gerarchica della natura, tanto più è solitario, essenzialmente e irrimediabilmente.
Date una compagnia al solitario e parlerà più di chiunque.
Le osservazioni e gli incontri dell'uomo taciturno e solitario sono insieme più vaghi e penetranti di quelli dell'uomo socievole, i suoi pensieri più gravi e bizzarri, mai senza un'ombra di mestizia.
Sulla vetta c'è posto solo per un uomo. Quanto più perfetto, più completo; e quanto più sarà completo, meno necessiterà dell'altro.