Un intellettuale è un uomo la cui mente osserva sé stessa.- Albert Camus
Un intellettuale è un uomo la cui mente osserva sé stessa.
Se c'è un peccato contro la vita, non è tanto disperarne, quanto sperare in un'altra vita, e sottrarsi all'implacabile grandezza di questa.
C'è sempre qualche ragione per l'uccisione di un uomo. È invece impossibile giustificare che viva.
Non si tratta più di spiegare e risolvere, ma di provare e descrivere: tutto comincia dall'indifferenza perspicace.
Non si pensa nello stesso modo su una stessa cosa la mattina e la sera. Ma dov'è il vero, nel pensiero della notte o nello spirito del mezzogiorno? Due risposte, due razze di uomini.
Quando scoppia una guerra, la gente dice: "Non durerà, è cosa troppo stupida". E non vi è dubbio che una guerra sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare.
Il diluvio di giornali, tutti i libri pubblicati anno per anno dagli intellettuali, scivolano sui milioni di uomini dei ceti inferiori come l'acqua sul cuoio unto d'olio.
Gli intellettuali sono destinati a sparire con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale com'è avvenuto per gli eroi del cinema muto con l'invenzione del sonoro. Siamo tutti dei Buster Keaton.
L'intellettuale è uno la cui mente si osserva.
L'intellettuale è come il bambino della favola, che rivela all'imperatore la sua nudità.
Comunque agisca, l'intellettuale sbaglia.
L'intellettuale è un signore che fa rilegare i libri che non ha letto.
Gli intellettuali sono come la mafia: si uccidono tra di loro.
Gli intellettuali sono divisi su tutto, ma uniti dalla cretineria.
Gli intellettuali non risolvono le crisi, ma le creano.