Credo che gli uomini siano foglie che non rispettano i tronchi.- Albert Einstein
Credo che gli uomini siano foglie che non rispettano i tronchi.
Quando si tratta della verità e della giustizia, non c'è distinzione tra i grandi problemi e i piccoli, perché i principi generali che riguardano l'azione dell'uomo sono indivisibili.
Non esitono grandi scoperte nè reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice.
Uno scienziato è una mammola quando ha sbagliato lui e un leone ruggente quando scopre l'errore di un altro.
Si può dire che l'eterno mistero del mondo sia la sua comprensibilità. Il fatto che sia comprensibile è un miracolo.
Con la fama divento sempre più stupido, un fenomeno molto comune d'altronde.
L'uomo che potendo, per natura, essere arguto e caustico, sappia serbarsi benevolo, è animale raro.
Tal e quale la stirpe delle foglie è la stirpe degli uomini.
L'uomo è un condannato a morte che ha la fortuna d'ignorare la data della propria esecuzione.
Una sola frase basterà a descrivere l'uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali.
Qualcuno ha definito la malattia dell'uomo d'oggi come una progressiva perdita del centro. Un tempo l'uomo fu creduto misura di tutte le cose, più tardi si continuò a crederlo misura di tutte le cose, oggi non lo si crede più misura di nulla.
L'uomo porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più.
L'uomo: un microbo pieno di problemi.
Ovunque sono uomini, lì dimoreranno anche dèi.
L'uomo non è che un fuscello, il più debole della natura, ma è un fuscello che pensa.
L'uomo è un microcosmo di pazzia.