L'uomo è un bipede implume.- Platone
L'uomo è un bipede implume.
La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore.
Ma badate bene, cittadini, che non sia questa la cosa più difficile, ossia sfuggire alla morte, ma che molto più difficile sia sfuggire alla malvagità. Infatti, la malvagità corre molto più veloce della morte.
La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra.
L'uomo è un prigioniero che non può aprire la porta della sua prigione e scappare. . . deve aspettare, e non è libero di gestire la sua vita finché Dio non lo chiama.
Tu guardi le stelle, stella mia, e io vorrei essere il cielo per guardare te con mille occhi.
L'uomo porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più.
L'uomo non va da nessuna parte. Tutto viene all'uomo, come il domani.
L'uomo: un microbo pieno di problemi.
Limitato nella sua natura, infinito nei suoi desideri, l'uomo è un dio caduto che ricorda il cielo.
L'uomo è un sole, i sensi sono i suoi pianeti.
L'uomo è un miracolo privo d'interesse.
Nella sua arroganza l'uomo attribuisce la propria origine a un piano divino; io credo più umile e verosimile vederci creati dagli animali.
L'uomo è l'unica creatura che consuma senza produrre. Egli non dà latte, non fa uova, è troppo debole per tirare l'aratro, non può correre abbastanza velocemente per prendere conigli. E tuttavia è il re di tutti gli animali.
L'uomo è così poco il re della natura, che è l'unico fra tutti gli animali che possa fare qualcosa senza pagare.
È la capacità dell'uomo di simpatizzare con tutte le creature viventi che fa di lui veramente un uomo.