Chi commette un'ingiustizia è sempre più infelice di quello che la subisce.- Platone
Chi commette un'ingiustizia è sempre più infelice di quello che la subisce.
Non ho mai conosciuto un matematico che sapesse ragionare.
Sarebbe meglio che la mia lira fosse scordata e stonata, e che lo fosse il coro che io dirigessi, e che la maggior parte della gente non fosse d'accordo con me e mi contraddicesse, piuttosto che sia io, anche se sono uno solo, ad essere in disaccordo con me stesso e a contraddirmi.
Ma badate bene, cittadini, che non sia questa la cosa più difficile, ossia sfuggire alla morte, ma che molto più difficile sia sfuggire alla malvagità. Infatti, la malvagità corre molto più veloce della morte.
La calunnia più grande e più forte viene alla filosofia da quelli che la coltivano a parole.
Il pensare è l'anima che parla a se stessa.
È buona cosa ostacolare chi commette un'ingiustizia. Se non si riesce a fare questo, è buona cosa non commettere ingiustizie insieme a lui.
È meglio subire un'ingiustizia che compierla.
L'ingiustizia non è di per sé un male, ma consiste nel timore che sorge dal sospetto di non poter sfuggire a coloro che sono stati preposti a punirlo.
L'ingiustizia nazionale è la strada più sicura per la rovina nazionale.
Taluni pensano che commettere ingiustizie sia il solo modo di esercitare il potere.
È meglio ricevere che commettere ingiustizia.
Ingiustizia. Un peso che, fra tutti quelli che addossiamo agli altri, o portiamo noi stessi, risulta leggerissimo quando viene dalle nostre mani, e pesantissimo quando ci grava sulle spalle.
Spesso commette ingiustizia non solo colui che fa qualcosa, ma anche colui che non la fa.
L'uomo di sensibilità giusta e di retta ragione, quando si sente preoccupato del male e dell'ingiustizia del mondo, cerca naturalmente di correggerli, dapprima, in ciò che gli si manifesta più vicino; e questo lo troverà nel suo stesso essere. Ma questa opera lo impegnerà per tutta la vita.