Tu guardi le stelle, stella mia. Potessi io diventare il cielo per guardarti con occhi infiniti.- Platone
Tu guardi le stelle, stella mia. Potessi io diventare il cielo per guardarti con occhi infiniti.
È opportuno che il malvagio venga punito, quanto lo è che il medico curi l'ammalato: ogni castigo, infatti, è una sorta di medicina.
Non si possono concepire i molti senza l'uno.
Egli, o uomini, è più saggio di tutti voi, perché ha imparato, come Socrate, che la sua saggezza non vale nulla.
Un ragazzo è, di tutte le bestie selvagge, la più difficile da trattare.
La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore.
Per la morte non c'è spazio, ma le vite volano e si aggiungono alle stelle nell'alto cielo.
Noi siamo brandelli di materia stellare che si è raffreddata per via di occasionali brandelli di una stella finita male.
I sogni sono come le stelle: le vedi brillare tutte quando le luci artificiali si spengono, eppure stavano lì anche prima. Eri tu a non vederle, per il troppo chiasso delle altre luci.
Così è la notte, una folla di madri illuminate, che si chiamano stelle.
Le stelle cadono senza far rumore per non svegliarci.
Mi ero detto che una stella cadente era una stella che poteva essere bella ma per paura di brillare scappava il più lontano possibile. Un po' come me.
Se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego: abbattetemi.
Guardare alle stelle mi fa sempre sognare, semplicemente come quando sogno sui punti neri che rappresentano le città e i villaggi in una mappa. Perché, mi chiedo, i puntini luccicanti del cielo non dovrebbero essere accessibili quanto i puntini neri sulla carta della Francia?
Oh, la presunzione delle stelle cadenti. Non importa, saranno buchi neri un giorno.
Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.