Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo.- Dino Campana
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo.
Venne la notte e fu compita la conquista dell'ancella. Il suo corpo ambrato la sua bocca vorace i suoi ispidi neri capelli a tratti rivelazione dei suoi occhi atterriti di voluttà intricarono una fantastica vicenda.
Il popolo d'Italia non canta più. Non vi sembra questa la più grande sciagura nazionale?
Alcuni credono di dare il senso della loro profondità coll'estensione del loro lazzaronismo.
Il mattino arride sulle cime dei monti. In alto sulle cuspidi di un triangolo desolato si illumina il castello, più alto e più lontano. Venere passa in barroccio accoccolata per la strada conventuale.
Non puoi indicare una stella a qualcuno senza che l'altra tua mano gli si posi sulla spalla.
Ho teso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d'oro da stella a stella, e danzo.
Ciascuna stella ha un colore caratteristico determinato dalla sua temperatura superficiale.
Se ti seduce un lumicino, seguilo. Ti conduce nella palude? certo tu ne esci; ma se non lo segui, per tutta la vita ti martoria il pensiero che esso forse poteva essere la tua stella.
A volte, di notte, dormivo con gli occhi aperti sotto un cielo gocciolante di stelle. Vivevo, allora.
È giunto il tempo di riaccendere le stelle.
Solo quando è buio riusciamo a vedere le stelle.
Le stelle sono nel cielo come le lettere dentro un libro.
Per quanto mi riguarda, nulla so con certezza. Ma la vista delle stelle mi fa sognare.
Fidati del tuo cuore se il mare prende fuoco - e vivi per amore anche se le stelle camminano all'indietro.