Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo.- Dino Campana
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo.
Quando un solo italiano, ragazzo s'intende, penserà di sputare sulla tomba di Machiavelli?
Il popolo d'Italia non canta più. Non vi sembra questa la più grande sciagura nazionale?
Il mattino arride sulle cime dei monti. In alto sulle cuspidi di un triangolo desolato si illumina il castello, più alto e più lontano. Venere passa in barroccio accoccolata per la strada conventuale.
Alcuni credono di dare il senso della loro profondità coll'estensione del loro lazzaronismo.
Venne la notte e fu compita la conquista dell'ancella. Il suo corpo ambrato la sua bocca vorace i suoi ispidi neri capelli a tratti rivelazione dei suoi occhi atterriti di voluttà intricarono una fantastica vicenda.
Ero sotto un cielo risplendente di stelle con la luna in mezzo al firmamento in un mare senza sponde. Mai oh Signore mi hai turbato come in quella notte in cui sospeso fra il cielo ed il mare avevo l'immensità sopra e sotto di me.
Quelle stelle che nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d'argento, veli di gelo nell'immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell'universo.
Chi non ha luce in viso, mai potrà essere stella.
Se ogni stella fosse un granello di sale, un cucchiaino da tè basterebbe per raccogliere tutte le stelle visibili a occhio nudo, ma tutte le stelle dell'universo riempirebbero una sfera di più di 12 chilometri di diametro.
Amici miei, o gli astri sono grandi geometri, o sono stati disposti da un eterno geometra.
Ci sono stelle morte che brillano ancora perché la loro luce è intrappolata nel tempo.
Ci sono 10^11 stelle nella galassia. Si riteneva fosse un numero enorme. Ma sono solo cento miliardi. É meno del deficit nazionale degli USA! Eravamo soliti chiamarli numeri astronomici. Ora dovremmo chiamarli numeri economici.
Chi non ha luce in viso, non diventerà mai una stella.
Guardate le stelle e non i vostri piedi. Provate a dare un senso a ciò che vedete, e chiedervi perché l'universo esiste. Siate curiosi.
Di stelle ce ne sono tante ma tu sei la mia unica!