Se vuoi combattere i dittatori, comincia col primo dittatore: Dio.- Alberto Savinio
Se vuoi combattere i dittatori, comincia col primo dittatore: Dio.
La grammatica è un fatto a posteriori, e tanto basta a screditarla.
Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità.
Chiarire un mistero è indelicato verso il mistero stesso.
Il progresso della civiltà si misura dalla vittoria del superfluo sul necessario.
Si domandava perché la nascita di un bimbo è chiamata "lieto evento", ma non riusciva a trovare una risposta che lo convincesse.
Ciò che manca a Dio sono le convinzioni, la coerenza. Dovrebbe essere presbiteriano, cattolico o qualcos'altro, non cercare di essere tutto.
La cosa più insopportabile sarebbe un Dio che fosse come l'uomo se lo augura.
Dio è quell'infinito Tutto, di cui l'uomo diviene consapevole d'essere una parte finita.
Se Dio è dappertutto, è anche in me, agisce con me, sbaglia con me, offende Dio con me, combatte con me l'esistenza di Dio.
Non cerco di immaginare un Dio; mi basta guardare con stupore e ammirazione la struttura del mondo, per quanto essa si lascia cogliere dai nostri sensi inadeguati.
L'uomo ha fama d'infante davanti al dio come il fanciullo davanti all'uomo.
Ognuno per la propria parte deve contribuire alla diffusione del Regno di Dio sulla terra... Soltanto quando si fa un largo posto a Dio in noi Lui ne avrà uno più grande nel mondo.
Ma se c'è Dio ci sono anch'io, buon Dio, lo sai. E c'è Dio, di notte ti sento, ci sei.
Dio è il male.
Ciò che appare nel mondo non indica né l'esclusione totale, né la manifesta presenza di una divinità. Ma piuttosto la presenza di un Dio che si cela. Un Dio cui l'uomo non può giungere fuori della via del dono, di una rivelazione.