La nevrosi è qualche cosa di circoscritto al pube.- Alda Merini
La nevrosi è qualche cosa di circoscritto al pube.
Niente è più necessario di ciò che non serve.
Nessun uomo può dire di non essere stato crocifisso almeno una volta a quel ramo di ulivo che è la donna.
Spiegami come il lume della notte, come il delirio della fantasia. Spiegami come la donna e come il mimo, come pagliaccio che non ha nessuno. Spiegami perché ho rotta la sottana: uno strappo che è largo come il cuore.
È un porto la mente dove il coraggio s'affloscia di fronte al sogghigno.
La salute non ha mai prodotto niente. L'infelicità è un dono. Io mangio solo per nutrire il dolore. La preparazione alla morte dura una vita intera.
Il nevrotico anela toccare il fondo, così almeno non avrà più nulla di cui preoccuparsi.
Sia per la nevrosi sia per la psicosi si presenta non solo il problema della perdita di realtà, ma anche il problema di un suo sostituto.
Il nevrotico crede di poter star bene una volta guarito. In ciò consiste la sua nevrosi.
La nevrosi moderna è cominciata con le scoperte di Copernico.
Di tutti i cittadini di categoria inferiore, i nevrotici sono gli unici a esserlo per scelta.
La sofferenza che la nevrosi comporta è proprio ciò che rende preziosa la malattia per la tendenza masochistica.
La nevrosi non rinnega la realtà e semplicemente di essa non vuole sapere nulla; la psicosi invece rinnega la realtà e cerca di rimpiazzarla.
La guarigione dalla nevrosi e dalla psicosi esige una diversa educazione del paziente, la correzione dei suoi difetti e il suo ritorno definitivo in seno alla società umana, senza riserve.
Ci si potrebbe arrischiare a considerare la nevrosi ossessiva come un equivalente patologico della formazione religiosa e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi ossessiva universale.