La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.- Alda Merini
La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.
La nevrosi è qualche cosa di circoscritto al pube.
Ogni uomo della vita mia era il verso di una poesia perduto, straziato, raccolto, abbracciato. Ogni amore della vita mia e cielo e voragine e terra che Maggio per vivere ancora.
Tutti gli innamorati sono in Dio.
Se Dio mi assolve, lo fa sempre per insufficienza di prove.
Accarezzami, amore, ma come il sole che tocca la dolce fronte della luna.
L'essere umano si concede il lusso della follia solo quando sussistono le condizioni.
L'arte può rappresentare la follia, ma soprattutto l'arte presenta la follia.
Se riuscire a dimenticare è segno di sanità mentale, il ricordare senza posa è ossessione e follia.
La follia non è necessariamente un crollo (breakdown); essa può essere anche una apertura (breakthrough)...
C'è della follia nell'arte e magari anche nei miei lavori. Certo, anche la parola follia è una parola usurata, limitata e perfino normalizzata.
L'opinione pubblica è una miscela di follia, debolezza, pregiudizi, sentimenti sbagliati, sentimenti giusti, ostinazione, e paragrafi di giornale.
I pazzi sono i saggi e viceversa ormai.
La scienza, come la poesia, si sa che sta a un passo dalla follia.
La follia è la morte con vene calde.
La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione.