Scrivere rientra nelle prestazioni del trapezista da triplo salto mortale senza rete.- Aldo Busi
Scrivere rientra nelle prestazioni del trapezista da triplo salto mortale senza rete.
Gli umani, persistendo a credere di essere fatti a immagine e somiglianza di Dio, come Dio non migliorano, alternano solo piede e staffa.
La vera conoscenza non si accumula, la si smaltisce.
Un vero scrittore non viene scoperto: emerge.
Il romanzo meraviglioso nasce dalla capacità del romanziere di interpretare le maschere degli uomini attraverso la sua maschera-psiche per farne i volti dei suoi personaggi.
Uno scrittore vero non prende appunti per strada o al caffè perché significherebbe che sta rubando tempo alla scrittura interna che non deve cessare mai - e che va celata sempre.
Non scrivere mai per piacere al pubblico, ma per piacere a te.
Di solito i blogger sono apprendisti-mancati-pretesi letterati che si dannano a cercare stima e fama in Internet. O signore e signorine che approfittano della copertura di un nickname, per sfogare umori e ardori, esibire dolciastre poesie o confidare i propri amori (di regola infelici).
Colui che scrive in modo affettato somiglia a colui che si mette in ghingheri per non essere scambiato e confuso col volgo; è questo un pericolo che il gentleman non corre mai, anche se indossa l'abito più misero.
Il pubblico non ha l'obbligo di essere grato alle persone senza talento della fatica che fanno a scrivere.
L'atto di scrivere tende, per sé stesso, a logicizzare il pensiero.
La disattenzione è il modo più diffuso di leggere un libro, ma la maggior parte dei libri oggi non sono soltanto letti ma scritti con disattenzione.
Non possiamo scrivere bene o sinceramente se non ciò che scriviamo con piacere.
Perché non ho scritto La Divina Commedia? Perché non c'ho pensato.
È meglio scrivere piuttosto che osare vivere.
Meglio usare la penna che le mani, è un modo più elegante di dare cazzotti.