Io, abbreviazione di Dio.- Alessandro Morandotti
Io, abbreviazione di Dio.
Ottimisti e pessimisti si nasce, scettici si diventa.
L'inizio dell'amore è spesso simultaneo. Non così la fine: da ciò nascono le tragedie.
Non si muore. Si cessa soltanto di vivere.
L'aforisma da antico precetto medico si è trasformato in moderna pillola di saggezza esistenziale.
L'aforisma è la chiusura-lampo del bagaglio delle esperienze.
Dio è nella moderna filosofia ciò che furono gli ultimi re franchi sotto i majores domus, un vuoto nome che si conserva per fare più tranquillamente all'ombra di esso il proprio comodo.
Nel mondo delle prove razionali dell'esistenza di Dio ogni evento deve avere una ragione sufficiente, nel mondo della vita reale, invece, molte cose presentano una ragione completamente insufficiente, non sono spiegabili in base a nulla, ammettono solo un volto come quello del grido di Munch.
L'uomo propone, Dio dispone.
O Signore, quando leggo la Tua Bibbia, come ancora nel mio avido scetticismo, ho dei momenti di fede gentile! O Signore, perché mi tormentasti e mi tormenti coll'incertezza?
Dio ascolta. Lui spia dentro le nostre anime come l'FBI spia nei nostri telefoni.
Se Dio esiste ed è accessibile a noi, la sua mente e le nostre possono a loro volta differire l'una dalle altre in complessità e non in qualità.
Forse Dio ha lanciato i dadi una volta di troppo e così ci ha fregati tutti.
Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all'uomo il dominio sulle altre creature. È invece più probabile che l'uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca e sul cavallo.
Dio non cessa di esistere quando gli uomini cessano di credere in lui.
Se si crede negli esseri umani, si crede in Dio: è il primo passo e il più difficile.