Il cattivo gusto è quello che differisce dal nostro.- Alessandro Morandotti
Il cattivo gusto è quello che differisce dal nostro.
Qualunque sia l'argomento, parliamo sempre di noi.
Ottimisti e pessimisti si nasce, scettici si diventa.
Idiota come un computer.
Fine ultimo di tutto, la fine.
Forse siamo già risorti. Per punizione.
Un giorno un padre invitò un fratello a dividere con sé il pane e il sale. Vedendo che questi mangiava distrattamente, gli fece osservare benevolmente:- Se mangi senza gusto, fratello, non farai anche senza gusto cose più importanti?
Il gusto è il buon senso del genio.
I gusti non si discutono. Ma si coltivano.
Il gusto rinascimentale, come quello medievale e, retrodatando ancora, quello romano antico, avevano infatti elaborato un modello di cucina basato principalmente sull'idea dell'artificio e sulla mescolanza dei sapori.
Io sono un democratico convinto che ha, sì, i suoi gusti, ottimi, ma tiene conto però del diritto al cattivo gusto altrui, e credo che nessuno, io compreso e quindi neppure Dio, debba avere licenza di volere il mondo a sua immagine e somiglianza.
Se mentre mangi con gusto non hai allato a tia una pirsona che mangia con pari gusto allora il piaciri del mangiare è come offuscato, diminuito.
Più si è raffinati, più si soffre.
Detesto l'uomo che manda giù il suo cibo non sapendo che cosa mangia. Dubito del suo gusto in cose più importanti.
Il gusto, per tutti, è il diritto a trasformare in piacere il proprio sostentamento quotidiano.
'C'è qualcosa della mia cucina che non le piace?'. 'Sì, mangiarla'.