Martire. Dicesi di chi procede con più o meno ben dissimulata riluttanza verso una morte desiderata.- Ambrose Bierce
Martire. Dicesi di chi procede con più o meno ben dissimulata riluttanza verso una morte desiderata.
Errare. Credere o agire in modo contrario alle nostre convinzioni e ai nostri atti.
Medico: Uno a cui affidiamo le nostre speranze quando malati e i nostri cani quando sani.
Gatto. Un soffice indistruttibile automa cui la natura ha riservato la prerogativa di essere preso a calci quando nella cerchia domestica le cose vanno storte.
Fidanzati. La condizione di un uomo e di una donna, che, piacendosi a vicenda e dispiacendo ai loro amici, sono ansiosi di propiziarsi la simpatia generale.
Prigione. Pensione di terza categoria per chi è affetto da temporanei disturbi nervosi, e non ha amici in grado di farlo ricoverare in istituti più eleganti.
È la causa e non semplicemente la morte che crea un martire.
Tutti gli eroi valgon meno di un solo martire.
Il martirio non è mai una sconfitta; il martirio è il grado più alto della testimonianza che noi dobbiamo dare.
Il martirio è una grazia di Dio che non credo di meritare, ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, che il mio sangue sia un seme di libertà e il segno che la speranza sarà presto realtà.
Il sangue dei martiri è semenza di Cristiani.
Il martirio è una grazia, solamente il Signore può darcela, ed è una grazia cui ci si prepara giorno dopo giorno facendo dono nelle circostanze ordinarie o straordinarie della nostra vita.
Preghiamo e veneriamo le reliquie dei martiri e dei confessori al fine di adorare colui di cui essi sono testimoni è confessori.
I martiri non costruiscono le chiese, bensì sono punti di riferimento oppure un alibi. Sono seguiti da preti e da bigotti.
Il sangue dei martiri è il seme della Chiesa.
Ogni essere che muore è un martire, un testimone dei limiti di questa realtà, è uno che ne ha sofferto.