Non ci sono vecchi felici: ci sono solamente vecchi rassegnati.- Ambrose Bierce
Non ci sono vecchi felici: ci sono solamente vecchi rassegnati.
Apatico. Sposato da sei settimane.
Martire. Dicesi di chi procede con più o meno ben dissimulata riluttanza verso una morte desiderata.
Discriminare. Notare i particolari per cui una persona o una cosa è, se possibile, più riprovevole di un'altra.
Ozio (s.m.). Intervalli di lucidità nei disordini della vita.
Le donne sarebbero più affascinanti se si potesse cadere fra le loro braccia senza cadere nelle loro mani.
Quelli che passano la vita facendo rivoluzioni a metà non fanno altro che scavarsi la fossa.
La mente ignorante non interroga le apparenze per decidere se sono corrette; essa accetta semplicemente il fatto che le cose sono come sembrano.
Quando tutto il resto fallisce, lascia perdere e vai in biblioteca.
Non c'è pace esente da grida di dolore, non c'è perdono senza sangue sparso sul terreno, non c'è accettazione che non nasca da una perdita.
Seneca, alla domanda. "Qual è il miglior conforto nell'afflizione e nel dolore?" risponde: "Che l'uomo accolga ogni cosa come se l'avesse richiesta e desiderata".
La rassegnazione della vigilia ha sempre preparato quella dell'indomani.
La cosa peggiore non è cadere, bensì non rialzarsi e giacere nella polvere.
La rassegnazione alla solitudine, opposta al dolore lucreziano, avvicina a noi Virgilio più degli altri poeti latini dell'antichità classica.
Sapeva che nella vita viene il momento in cui brutto e bello svolgono piú o meno la stessa funzione, quando tutto ciò che guardi altro non è che un gancio a cui appendere le sensazioni scomposte del corpo, e i brandelli della mente.