Il viaggio più lungo è quello che conduce alla casa di fronte.- Antonio Bello
Il viaggio più lungo è quello che conduce alla casa di fronte.
Dio è presente nel cuore di tutti, se non come presenza, almeno come nostalgia.
I poveri hanno un grande potenziale evangelizzatore da darvi.
È il mondo lo spazio in cui giochiamo la nostra identità.
I poveri sono il luogo teologico dove Dio si manifesta e il roveto ardente e inconsumabile da cui Egli ci parla.
Hanno detto che la santità di una persona si commisura dallo spessore delle attese. Forse è vero.
Si viaggia non per cambiare luogo, ma idea.
Sì, viaggiare, evitando le buche più dure, senza per questo cadere nelle tue paure, gentilmente senza fumo con amore, dolcemente viaggiare rallentare per poi accelerare con un ritmo fluente di vita nel cuore, gentilmente senza strappi al motore.
Accade durante i viaggi: un solo mese sembra più lungo di quattro mesi trascorsi a casa.
Io non viaggio per andare da qualche parte, ma per andare. Io viaggio per amore del viaggio. Muoversi è la grande cosa.
Una volta l'anno recati in un posto dove non sei mai stato.
Viaggiare ristabilisce l'armonia originale che un tempo esisteva tra l'uomo e l'universo.
Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove.
Che lezione di modestia è questo viaggiare!
Finire il momento, trovare la fine del viaggio in ogni passo del cammino, vivere il più gran numero di ore piacevoli, è saggezza.
Il processo creativo in se stesso è già un'attività estremamente piacevole: per me è divenuta come una droga della quale non posso farne a meno. Generalmente lavoro per un anno, poi mi concedo sei mesi di relax e di viaggi. Trascorsa questa pausa, comincio ad attendere con ansia l'ispirazione.