Chiamiamo libero colui che esiste per sé stesso e non per un altro.- Aristotele
Chiamiamo libero colui che esiste per sé stesso e non per un altro.
Ha vissuto bene chi ha saputo bene stare nascosto.
Il morire per fuggire la povertà o l'amore o una sofferenza qualsiasi non è da uomo coraggioso, ma piuttosto da vile: è una debolezza quella di fuggire i travagli, e chi in tal caso affronta la morte non lo fa perché è bello, ma per fuggire un male.
Non esiste grande genio senza una dose di follia.
Comune alla democrazia, all'oligarchia, (alla monarchia) e ad ogni costituzione è la necessità di badare a che nessuno si innalzi in potenza tanto da superare la giusta misura.
Tutti gli uomini per natura tendono al sapere.
La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.
Chi vive nella libertà ha un buon motivo per vivere, combattere e morire.
Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire.
Non posso considerare libero un essere che dentro di sé non nutra il desiderio di sciogliere i legami del linguaggio.
La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai dovuto alzare un muro per tenere dentro la nostra gente o per evitare che ci lascino.
La libertà senza civiltà, la libertà senza la possibilità di vivere in pace non è vera libertà.
Chi è più libero: il celibe che vive in dittatura, o l'uomo sposato in democrazia?
Se sei un uomo libero allora sei pronto per metterti in cammino.
Accettare un beneficio equivale a vendere la libertà.
Ovunque la libertà è intera si estende pure alla coscienza.