Conoscere te stesso è il principio di tutta la saggezza.- Aristotele
Conoscere te stesso è il principio di tutta la saggezza.
I malvagi sono colmi di pentimento.
Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono.
Siamo quello che facciamo ripetutamente. L'eccellenza non è dunque un atto, ma un'abitudine.
Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la felicità.
Prima bisogna vivere, e dopo si può filosofare.
La gioventù è il momento per studiare la saggezza; la vecchiaia, quello di metterla in pratica.
Mantenere le distanze da una persona ignorante equivale a stare in compagnia di un saggio.
Per scrivere aforismi occorre esperienza, saggezza. Senza aver saggiato, pesato le cose e gli uomini, non può esistere pensiero aforistico.
Fate il bene in ogni tempo, in ogni luogo, in tutte le circostanze in cui potrete farlo e sarete virtuosi e saggi.
Come l'acqua non va via senza il fuoco, la saggezza non va via senza l'amore. Saggezza illimitata e amore universale sono un tutt'uno con l'armonia cosmica.
Poiché avevamo il potere, pensavamo di avere anche la saggezza.
Non lodiamo soltanto il saggio il cui nome spicca sul libro, ché al saggio la saggezza va prima strappata. Perciò sia anche ringraziato il doganiere che glielo chiese come pedaggio.
Con gli anni arriva la saggezza e aveva aspettato, fiducioso, che questa saggezza gli desse quello che più desiderava: la capacità di guidare la direzione dei ricordi per non cadere nelle trappole che questi spesso gli tendevano.
La saggezza non è nulla se non conduce alla felicità.
È caratteristico della saggezza non fare cose disperate.