Gli uomini diventano filosofi perché sono dotati della capacità di meravigliarsi.- Aristotele
Gli uomini diventano filosofi perché sono dotati della capacità di meravigliarsi.
Tutti gli uomini per natura tendono al sapere.
Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono.
A ragione definirono il bene: ciò a cui ogni cosa tende.
Gli uomini acquisiscono qualità particolari agendo costantemente in modi particolari.
Un tutto è ciò che ha principio e mezzo e fine.
Le folle consentono ad ascoltare il filosofo per divertirsi, nello stesso modo che ascolterebbero un suonatore di cornamusa o un ciarlatano.
Contro la filosofia della guerra al terrore, difendiamo lo Stato di diritto.
Per molti uomini i filosofi sono moleste falene, che li disturbano nel sonno.
Tutti i termini filosofici sono metafore, analogie, per così dire congelate, il cui significato autentico si dischiude quando la parola sia riportata al contesto d'origine, certo presente in modo vivido e intenso alla mente del primo filosofo che la impiegò.
La calunnia più grande e più forte viene alla filosofia da quelli che la coltivano a parole.
La filosofia non c'impedisce di commettere errori, ma ce li spiega.
La filosofia insegna ad agire, non a parlare, ed esige che si viva secondo le sue leggi, perché la vita non sia in contrasto con le parole, né con sé stessa, e tutte le nostre azioni si uniformino a un unico principio.
Nella corsa della filosofia vince chi sa correre più lentamente. Oppure: chi raggiunge il traguardo per ultimo.
Burlarsi della filosofia è veramente filosofare.
Nella filosofia odierna troviamo tutte le teorie infantili, ma senza quell'aspetto accattivante proprio di ciò che è infantile.