Non conosciamo il vero se non conosciamo la causa.- Aristotele
Non conosciamo il vero se non conosciamo la causa.
Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori.
Non sono i più forti, o i più belli, a vincere nelle Olimpiadi; ma prima di tutto coloro che partecipano.
La gratitudine è un sentimento che invecchia presto.
Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendo.
Dello schiavo, che è uno strumento vivente, bisogna aver cura nella misura in cui è buono al lavoro.
L'oscurità delle cause fisiche moltiplica agli occhj del popolo le azioni delle cause morali.
Dovremmo sforzarci di fare le cose allo stesso modo: non utilizzando la violenza per combattere per la nostra causa, ma non partecipando a qualcosa che crediamo sia sbagliato.
È nota col nome di perseveranza quando si tratta di una buona causa, e di testardaggine quando la causa è cattiva.
Ogni causa produce più di un effetto.
Finché una causa ha dalla sua parte anche una sola anima che abbia una fede intangibile, non può perire.
L'applauso della folla è la prova dell'empietà di una causa.
Le cause non sono sconfitte quando cadono gli uomini che le rappresentano.
La causa principale dei problemi è che al mondo d'oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
La causa della donna è quella dell'uomo: s'innalzano o cadono. Insieme.