Quello che spinse gli uomini alla scienza è lo stupore.- Aristotele
Quello che spinse gli uomini alla scienza è lo stupore.
Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati.
Nulla di ciò che è per natura può assumere abitudini ad essa contrarie: per esempio, la pietra che per natura si porta verso il basso non può abituarsi a portarsi verso l'alto, neppure se si volesse abituarla gettandola in alto infinite volte.
Gli uomini diventano filosofi perché sono dotati della capacità di meravigliarsi.
Questo solo è negato a Dio: disfare il passato.
Chi non ha mai imparato ad obbedire non può essere un buon comandante.
La scienza è l'unico strumento che l'uomo possiede per dimostrare, con i fatti, che la natura è un libro scritto seguendo un preciso disegno. È un traguardo cui né la poesia né la filosofia avrebbero mai saputo, né potuto, arrivare.
Tutta la nostra conoscenza rimane fallibile, congetturale. La scienza è fallibile perché la scienza è umana.
Scoprire una verità scientifica è come mettersi a colloquio con il Creatore.
La scienza è il capitano, e la pratica sono i soldati.
La scienza è sempre imperfetta. Ogni volta che risolve un problema, ne crea almeno dieci nuovi.
La scienza è dopotutto un'arte, una questione di consumata abilità nel condurre la ricerca.
Le scienze sono degli occhiali per ingrandire i problemi.
La scienza è la conoscenza delle conseguenze e della dipendenza di un fatto da un altro.
Scopo della scienza non è tanto quello di aprire una porta all'infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all'infinita ignoranza.
Uno scienziato è una mammola quando ha sbagliato lui e un leone ruggente quando scopre l'errore di un altro.