La scienza non ha che un imperativo: contribuire alla scienza.- Bertolt Brecht
La scienza non ha che un imperativo: contribuire alla scienza.
Rivoltatela come più vi pare, prima viene lo stomaco, poi viene la morale.
Tutte le arti contribuiscono all'arte più grande di tutte: quella di vivere.
Debolezze tu non ne avevi. Io ne avevo una: amavo.
Solo la violenza può servire dove regna la violenza.
Che cos'è rapinare una banca, in confronto al fondarla?
Scoprire una verità scientifica è come mettersi a colloquio con il Creatore.
Io credo che tutti gli scienziati autentici abbiano considerato se stessi come Newton: sapevano che non sappiamo nulla, a anche che nel campo già coltivato della scienza tutto è incerto.
La scienza si presenta oggi, alla cultura del nostro tempo, come il baluardo più potente per corroborare di verità quella fede galileiana nella natura, quale portatrice delle impronte del creatore.
Il metodo della scienza è razionale: è il migliore che abbiamo. Perciò è razionale accettare i suoi risultati, ma non nel senso di confidare ciecamente in essi: non sappiamo mai in anticipo dove potremmo essere piantati in asso.
La scienza esige umiltà intellettuale esattamente come la verità di fede.
La curva è la più graziosa distanza tra due punti.
Nata con un atto di fede nel Creato, la scienza non ha mai tradito il Padre Suo. Essa ha scoperto nell'Immanente nuove leggi, nuovi fenomeni, inaspettate regolarità, senza però mai scalfire, anche in minima parte, il trascendente.
Torna a eterno merito della scienza l'aver liberato l'uomo dalle insicurezze su se stesso e sulla natura agendo sulla sua mente.
L'unico vero modo per conciliare scienza e religione è di istituire qualcosa che non sia scienza e qualcosa che non sia religione.
Quello che spinse gli uomini alla scienza è lo stupore.