La scienza non ha che un imperativo: contribuire alla scienza.- Bertolt Brecht
La scienza non ha che un imperativo: contribuire alla scienza.
La verità riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo.
Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili.
L'intelligenza non è non commettere errori, ma scoprire subito il modo di trarne profitto.
La sfortuna generalmente è dovuta a un errore di calcolo.
Ci mettiamo dalla parte del torto, in mancanza di un altro posto in cui metterci.
La scienza oggi ha molto da dire, molti baracconi da sbaraccare.
Se gli scienziati spaziali sono così intelligenti, perché contano sempre all'indietro?
Se lo scientismo è qualcosa, esso è la fede cieca e dogmatica nella scienza. Ma questa fede cieca nella scienza è estranea allo scienziato autentico.
Scienza vuol dire studio della logica del Creato. Ha inizio con un atto di fede e continua attraverso l'uso della ragione applicata alla sfera dell'immanente.
È l'amore e soltanto l'amore per il Creato la sorgente da cui nascono le grandi scoperte scientifiche.
La scienza è amore verso il Creato. Essa rappresenta il desiderio intimo dell'intelletto umano di decifrare la logica scelta da Colui che ha fatto il mondo. C'è quindi uno stretto legame tra amore e scienza: più forte di quello che c'è tra amore e arte.
Nelle scienze tutto è sempre diverso da quello che sembrerebbe secondo il buonsenso.
La scienza non ha patria, perché la conoscenza è patrimonio dell'umanità, la fiaccola che illumina il mondo.
La scienza ha come obiettivo di capire ciò che Iddio ha scritto, usando il rigore della matematica.
La scienza intera non è altro che un modo più sofisticato del pensare quotidiano.