Il saggio impara molte cose dai suoi nemici.- Aristotele
Il saggio impara molte cose dai suoi nemici.
Non bisogna dar retta a coloro che consigliano all'uomo perché è mortale di limitarsi a pensare cose umane e mortali; anzi, al contrario, per quanto è possibile, bisogna comportarsi da immortali e far di tutto per vivere secondo la parte più nobile che è in noi.
Colui che affronta, pur temendole, le cose che si deve, e che corrispondentemente ha ardire come e quando si deve, è coraggioso.
Coloro che instaurano troppo rapidamente i vincoli di amicizia vogliono essere amici, ma in realtà non lo sono. Il desiderio di amicizia sorge rapidamente ma la vera amicizia no.
Invidiare lo scarso valore è codardia, e invidiare il valore è temerarietà.
Le più grandi virtù sono quelle che sono più utili per le altre persone.
Ci sono molte domande che gli stupidi possono porre e a cui i saggi non sanno rispondere.
La saggezza consiste nell'anticipazione delle conseguenze.
Quanto più invecchio tanto più diffido della popolare dottrina che l'età porta saggezza.
Un uomo può ritenere di diventare più forte mangiando sempre così come diventare più saggio leggendo sempre.
La leggerezza è propria dell'età che sorge, la saggezza dell'età che tramonta.
Ma la bontà da sola non è mai abbastanza. Si richiede inoltre una fredda e dura saggezza, perché la bontà possa compiere del bene. La bontà senza saggezza realizza invariabilmente il male.
Agli esami gli sciocchi fanno spesso domande a cui i saggi non sanno rispondere.
La lussuria della fama è l'ultima che un uomo saggio si scrolla da dosso.
I saggi non sono curiosi.
Nessun mortale è saggio a tutte le ore.