Vincere turpemente non è vincere.- Baltasar Gracián
Vincere turpemente non è vincere.
A vent'anni un uomo è un galletto, a trenta un leone, a quaranta un cammello, a cinquanta un serpente, a sessanta un cane, a settanta una scimmia, e ad ottanta non è più niente.
Il giorno privo di contese concilia una notte di sonno.
Infelice è il cavallo il cui padrone non ha occhi, perché non ingrasserà mai.
I difetti non si avvertono soltanto in chi si fa notare poco.
Non mostra di essere veramente grande chi bada ad ogni piccolezza.
Ci si inganna sempre perché non si dà la priorità alle evidenze, ma ai desideri.
Mille anni al mondo mille ancora che bell'inganno sei anima mia e che bello il mio tempo, che bella compagnia.
La persona più facile da ingannare siamo noi stessi.
Il mondo intero si affida all'inganno. E d'altronde, la vita stessa non è forse illusione?
Ingannare chi inganna è un piacere doppio.
Una mia vecchia fiamma mi ha chiamato e mi ha detto: "Passa da me, non c'è nessuno". Ci sono andato: era proprio vero.
Un attributo dell'ignoranza, l'autoinganno, potrebbe essere necessario al poeta per sopravvivere.
Le donne sono ingannate dai loro amanti, come i principi dai ministri, giacché si illudono di regnare su di loro.
Ecco cos'hanno di simpatico le parole semplici, non sanno ingannare.
Per comandare gli altri è necessario saper ingannare se stessi.