Vincere turpemente non è vincere.- Baltasar Gracián
Vincere turpemente non è vincere.
I difetti non si avvertono soltanto in chi si fa notare poco.
Per acquistare stima, bisogna accostarsi ai più eminenti; una volta acquistata, bisogna stare fra i mediocri.
Chi raggiunge il suo scopo non perde mai la reputazione.
Nessuno è tanto perfetto da non avere bisogno qualche volta di ammonimenti o consigli. Ed è uno sciocco senza rimedio colui che non li ascolta.
Impara a giocare la carta dell'indifferenza. È la più scaltra delle vendette. Perché vi sono molti di cui non avremmo saputo nulla se qualche loro nemico noto non ne avesse parlato. Non vi è vendetta come l'oblio, che seppellisce l'indegno sotto la polvere della sua nullità.
È doppio il piacere nell'ingannar chi inganna.
Il mondo intero ruota intorno ad un inganno. Nessuna razza, nessuna nazione, nessun uomo ha il diritto divino di avvantaggiarsi sugli altri. Perché permettiamo alle altre persone di ingannarci?
Chi ha ingannato una volta è sempre sospettato.
Non c'è denaro impiegato più vantaggiosamente di quello che ci siamo fatti portar via con l'inganno: in cambio acquistiamo, in contanti, saggezza.
Il mondo intero si affida all'inganno. E d'altronde, la vita stessa non è forse illusione?
La semplicità è l'ultima sofisticazione.
Il consumismo capitalistico non è più in grado di estendere il credito ai suoi cittadini per perpetuare un programma di shopping e riproduzione senza tregua che, ormai svelato nella sua fondamentale natura di raggiro a vantaggio dei megaricchi, non ha più conigli da estrarre dal cilindro.
È sorprendente quante persone sono shoccate dall'onestà e quante poche dall'inganno.
Non ci si inganna che per ottimismo.
Non è tutto oro quello che luccica.