La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna.- Benito Mussolini
La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna.
Senza sforzo, senza sacrificio e senza sangue nulla si conquista nella storia.
Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani.
Chi vuol governare, deve imparare a dire "no".
Il Fascismo non conosce idoli, non adora feticci: è già passato e, se sarà necessario, tornerà ancora tranquillamente a passare sul corpo più o meno decomposto della Dea Libertà.
I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono per portare le armi degli altri.
Come tutte le cose buone, anche la guerra, da principio è difficile. Ma poi, quando ha attaccato, tien duro. Allora la gente ha paura della pace, come chi gioca a dadi ha paura di smettere perché viene il momento di fare i conti, di vedere quanto s'è perduto.
Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo.
Nelle assemblee va bene la lingua, ma in guerra valgono di più le mani.
La guerra esisterà ancora a lungo, probabilmente per sempre. Tuttavia il superamento della guerra, oggi come ieri, continuerà a essere la più nobile delle nostre mete.
L'umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all'umanità.
Non c'è mai stata una guerra buona o una pace cattiva.
Il dio della guerra odia coloro che esitano.
La guerra è un ossessione dei vecchi, che mandano i giovani a combatterla.
Se per decidere se debba esserci o no la guerra, viene richiesto il consenso dei cittadini, allora la cosa più naturale è che, dovendo subire loro stessi tutte le calamità della guerra, rifletteranno molto prima di iniziare un gioco così brutto.
La storia ci dice che la guerra è il fenomeno che accompagna lo sviluppo dell'umanità. Forse è il destino tragico che pesa su l'uomo. La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna.