Che cosa vana la pittura, ammirata perché assomiglia a cose di cui non ammiriamo affatto gli originali!- Blaise Pascal
Che cosa vana la pittura, ammirata perché assomiglia a cose di cui non ammiriamo affatto gli originali!
È una male essere pieni di difetti, ma è anche peggio esserne pieni e non volerlo riconoscere, perché è un aggiungere agli altri anche quello di una volontaria illusione.
Se esiste un Dio non dobbiamo amare che lui e non le creature effimere. Il ragionamento degli empi nella Sapienza è fondato sulla non esistenza di Dio: "Accertato questo", dice, "godiamo dunque le creature".
Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i peccatori che si credono giusti.
Se tutti gli uomini sapessero ciò che dicono gli uni degli altri non vi sarebbero quattro amici nel mondo.
La consuetudine è una seconda natura che distrugge la prima.
Tiene in sé la pittura forza divina.
Io non dipingo cose, ma soltanto i rapporti che le collegano.
Un pittore mi disse che nessuno può disegnare un albero senza diventare in qualche modo un albero; o disegnare un bambino studiando soltanto il profilo della sua forma... ma col guardare per un po' di tempo i suoi movimenti e i giochi, il pittore entra nella sua natura e quindi può disegnarlo.
Dipingere è azione di autoscoperta. Ogni buon artista dipinge ciò che è.
Per me la pittura è un'azione drammatica durante la quale la realtà si trova disintegrata.
Puoi bere le immagini con i tuoi occhi.
È facile capire quando un quadro moderno è finito. Quando la pittura è ancora fresca, non è ancora finito.
Sono cresciuto credendo che l'arte riguardasse le immagini, poi ho conosciuto la musica e mi ritrovo ad essere un artista senza aver mai dipinto.
La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla.
Ciò che bisogna dipingere è dato dall'ispirazione, che è l'evento in cui il pensiero è la somiglianza stessa.