Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i peccatori che si credono giusti.- Blaise Pascal
Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i peccatori che si credono giusti.
Né la contraddizione è indice di falsità né la coerenza è segno di verità.
La fede certamente ci dice quello che i sensi non possono, ma non il contrario di quello che vedono; è al di sopra, non contro di loro.
L'uomo è per natura credulo, incredulo, pauroso, temerario.
Condizione dell'uomo. Incostanza, noia, inquietudine.
Il piacere di amare senza osar dirlo ha le sue pene, ma anche le sue dolcezze.
È bastato che credessero i nostri padri. Essi hanno esaurito la facoltà delle fede della specie. Il loro lascito per noi è lo scetticismo di cui avevano paura.
Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
Un credo è come una ghigliottina, altrettanto pesante, altrettanto leggero.
Alcuni affermano di credere tutto quello che la Chiesa crede, ma poi non sanno che cosa la Chiesa crede e quindi è come se non credessero.
No, non fa male credere, fa molto male credere male.
L'uomo può credere all'impossibile, non crederà mai all'improbabile.
Chi crede non vuole pensare, ma spostare montagne, diventare beato, avere molto: Dio, immortalità, felicità eterna. Forse è per questo che non vuole pensare? Forse non ne è affatto capace? In ogni caso non deve. Spesso non ne ha bisogno, perché altri se ne incaricano per lui.
Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.
Tutto è possibile per chi crede.
Colui che crede in se stesso vive coi piedi fortemente poggiati sulle nuvole.