L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.- Blaise Pascal
L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.
Il piacere di amare senza osar dirlo ha le sue pene, ma anche le sue dolcezze.
Bisogna che la ragione si appoggi alle conoscenze del cuore e dell'istinto... È il cuore che sente Dio, non la ragione. Ecco cos'è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione.
Il passato e il presente sono i nostri mezzi; solo il futuro è il nostro fine.
Che una cosa tanto evidente come la vanità del mondo sia così poco conosciuta, che risulti strano e sorprendente affermare la stoltezza di chi ricerca la gloria, questo è ammirevole.
Quando si vogliono inseguire le virtù fino all'estremo, compaiono i vizi.
Ci sono libri che non si dovrebbero osare se non dopo i quarant'anni.
Di libri basta uno per volta, quando non è d'avanzo.
I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte a un libro non dobbiamo chiederci cosa dica ma cosa vuole dire.
Mi diletta perdermi nella mente altrui. Quando non vado a passeggio, leggo; sono incapace di star seduto a pensare. I libri pensano per me.
Il nome di uno scrittore, il titolo di un libro, possono a volte, e per alcuni, suonare come quello di una patria.
Un buon libro rende migliore colui che l'ha scritto.
I libri brutti sono come le donne brutte: non ci si può mica cavarne fuori molto.
I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".
A che serve un libro senza dialoghi né figure?
La fraternità con i libri è forse la più alta forma di vita sociale.