L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.- Blaise Pascal
L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.
Due volti somiglianti, nessuno dei quali preso in se stesso fa ridere, fanno ridere insieme proprio a causa della somiglianza.
La simpatia o l'odio cambiano volto alla giustizia, e un avvocato ben pagato in anticipo trova certo più giusta la causa che difende.
Noi dobbiamo apprendere i nostri limiti. Noi siamo tutti qualcosa, ma nessuno di noi è tutto.
Il passato e il presente sono i nostri mezzi; solo il futuro è il nostro fine.
L'uomo non è che un fuscello, il più debole della natura, ma è un fuscello che pensa.
I libri che il mondo chiama immorali sono i libri che mostrano al mondo la sua vergogna.
Se vogliamo moltiplicarci, non dobbiamo agire, fuggire, viaggiare in India o a Tahiti, ma scegliere un libro nuovo nella frusciante foresta di pagine che avvolge i muri della nostra stanza.
I libri vanno letti con la stessa cura e con la stessa riservatezza con cui sono stati scritti.
Un uomo che non legge buoni libri non ha alcun vantaggio rispetto a quello che non sa leggere.
Si pubblicano libri con caratteri sempre più piccoli. Immagino la fine della letteratura: a poco a poco, senza che nessuno se ne accorga, i caratteri rimpiccioliranno fino a diventare completamente invisibili.
A scrivere un libro brutto si fa la stessa fatica che a scriverne uno bello; e il libro brutto viene con la stessa sincerità dell'anima dell'autore.
I libri sono di chi li legge.
Non c'è nessun amico più leale di un libro.
Quando un libro è uscito è tempo, per l'autore, di rimorsi.
Quanto più, col passare del tempo, talune esigenze di divertimento e di istruzione di massa potranno essere soddisfatte mediante altre invenzioni, tanto più il libro riacquisterà dignità e autorità.