Il tempo non ci rende più saggi, solo più vigliacchi.- Carlos Ruiz Zafón
Il tempo non ci rende più saggi, solo più vigliacchi.
È facile giudicare gli altri, ma ci rendiamo conto di quanto sia meschino il nostro disprezzo solo quando li abbiamo persi, quando ce li portano via.
Nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o meno una persona, hai già la risposta.
Avere successo nella vita quando la famiglia ti sostiene e crede in te non ha nessun merito.
Esistono carceri peggiori delle parole.
Il folle è consapevole di esserlo? O i pazzi sono coloro che vogliono convincerlo della sua follia per salvaguardare la loro esistenza insensata?
Il vile anonimo è quello che scaglia il sasso e nasconde la mano. Noi siamo tutti un po' anonimi, non foss'altro perché nascondiamo il vero nome nostro e lo strozzino si fa chiamar banchiere, il letterato si fa chiamar poeta e il demagogo si fa chiamare padre della patria.
Ottimismo e autocommiserazione sono i poli positivo e negativo della viltà contemporanea.
Quella rabbia che ti prende quando sei di fronte alla debolezza, alla vigliaccheria di qualcuno e riconosci, o hai paura di riconoscere, la tua debolezza, la tua vigliaccheria.
È debole e vile chi si dà la morte per paura del dolore, e insensato chi vive per soffrire.
Ogni possibile viltà diventa una meravigliosa speranza se uno sa riconoscerla. Ecco quel che penso. Non bisogna mai fare i difficili sul modo di evitarsi uno sbudellamento, né perder tempo a cercare le ragioni della persecuzione di cui sei oggetto. Sfuggirvi è quel che basta al saggio.
Perché tutti gli uomini sarebbero dei vigliacchi se osassero.
Se il codardo corresse contro i nemici con la rapidità che li fugge, li spaventerebbe.
La saggezza e la bontà sembrano vili a chi è vile: la feccia gode solo di se stessa.
Esiste uomo tanto codardo da non preferire cadere almeno una volta piuttosto che vacillare in eterno.
Gettarsi in mezzo ai nemici può essere il segno distintivo della viltà.