Se possiedi le parole, possiedi le cose.- Cesare Marchi
Se possiedi le parole, possiedi le cose.
L'italiano è per il divorzio, l'aborto, la pillola, la fecondazione artificiale, ma spende un milione per il vestito della figlia che va alla prima comunione.
I fidanzati non si scrivono più, stanno ore al telefono, apparecchio più rapido e meno compromettente, perché ti consente di dire alla ragazza: "Ti amo con tutto il quore" e lei non s'accorge che l'hai pensato con la q.
L'invidia soffre per la buona fortuna del prossimo, e non potendo godere, per insufficienza propria, dei propri successi, gode malignamente degli insuccessi altrui.
La pubblicità è vecchia come il mondo. Infatti, come tutti sanno, cominciò il serpente a decantare a Eva le virtù della sua frutta.
Le due parole più brevi e più antiche, sì e no, sono quelle che richiedono maggior riflessione.
Non ho niente da dire, ma lo devo dire.
Le parole possono avere un potere enorme, quando sono le parole giuste al momento giusto.
La parola abbaglia e inganna perché è mimata dal viso, perché la si vede uscire dalle labbra, e le labbra piacciono e gli occhi seducono. Ma le parole nere sulla carta bianca sono l'anima messa a nudo.
Le ultime parole famose vanno bene per quegli idioti che non hanno detto abbastanza in vita.
Nelle parole c'è qualcosa d'impudico.
Una parola è un incantamento, una evocazione allucinatoria, non designa una 'cosa', ma la cosa diventa parola.
Si dicono parole che lasciano dietro conseguenze e significati. Si fanno gesti che possono ferire, per volontà espressa o per leggerezza. O per il semplice timore di essere feriti.
Chi fu il balordo che disse: "Le belle parole non condiscono le rape"? In società, metà delle rape sono servite e insaporite con quest'unica salsa.
Ogni parola parlata è una divinità momentanea.