Accademie il cui compito sarebbe di abolire, di tanto in tanto, certe parole.- Elias Canetti
Accademie il cui compito sarebbe di abolire, di tanto in tanto, certe parole.
Ci si rallegra dei desideri che si realizzano per altri, specialmente se noi stessi non siamo intervenuti in alcun modo: come se ci fossero chissà dove una benevolenza e un udito invisibili.
Chi ha conosciuto i propri accessi di odio contro se stesso, come fa a meravigliarsi dell'odio altrui?
Coloro che non s'adeguano sono il sale della terra, il colore della vita, condannano se stessi all'infelicità, ma sono la nostra felicità.
L'invenzione dell'inferno è la cosa più orrenda, ed è difficile concepire come, dopo questa invenzione, ci si possa ancora aspettare qualcosa di buono dagli uomini.
Nel giornale si trova tutto. Basta leggerlo con sufficiente odio.
La parola è potentissima quando viene dall'anima e mette in moto tutte le facoltà dell'anima ne' suoi lettori, ma, quando il di dentro è vuoto e la parola non esprime che se stessa, riesce insipida e noiosa.
Un gioco di parole è una pistola all'orecchio, non una piuma per solleticare l'intelletto.
Le parole formano il filo col quale leghiamo le nostre esperienze.
Le buone parole valgono molto e costano poco.
Abituati a considerare con estrema attenzione le parole degli altri, e per quanto puoi entra nell'anima di chi sta parlando.
Le due parole più brevi e più antiche, sì e no, sono quelle che richiedono maggior riflessione.
Le parole sono come le foglie, dove abbondano raramente nascondono un frutto.
Le famiglie delle parole assomigliano a quelle degli uomini. Alcune hanno origini illustri, altre hanno perduto il capostipite nella nebbia dei tempi, e c'è sempre la pecora nera che si guasta con le cattive compagnie.
Sembra che la parola sia la sola predestinazione dell'uomo e che egli non sia stato creato che per nutrire dei pensieri, come l'albero i suoi frutti.
Le parole sono azioni.