Per disprezzare il denaro bisogna averne, e molto.- Cesare Pavese
Per disprezzare il denaro bisogna averne, e molto.
Che morso da affamato, da squalo, da cancro ha la lontananza.
Tànatos. Che per nascere occorra morire, lo sanno anche gli uomini. Non lo sanno gli olimpici. Se lo sono scordato. Loro durano in un mondo che passa. Non esistono: sono. Ogni loro capriccio è una legge fatale. Per esprimere un fiore distruggono un uomo.
L'amore è la più a buon prezzo delle religioni.
Si dovrebbe stupirsi se fosse diverso: si accumula rabbie, umiliazioni, ferocie, angosce, pianti, frenesie e alla fine ci si trova un cancro, una nefrite, un diabete, una sclerosi che ci annienta. E voilà.
È religione anche non credere in niente.
Niente arriva a sproposito, se arriva insieme al denaro.
L'odore dei soldi è buono, qualunque sia la loro provenienza.
Per un uomo, ci sono pochi modi più innocenti di tenersi occupato che quello di far soldi.
Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.
Talvolta l'uomo d'affari di successo fa i soldi grazie alla propria abilità ed esperienza, ma di solito li fa per sbaglio.
Per attirare il denaro dobbiamo convincerci che abbiamo diritto alla nostra fetta di abbondanza dell'universo.
Il denaro non fa la felicità figurati la miseria!
L'enigma del feticcio denaro è solo l'enigma del feticcio merce, resosi fin troppo evidente.
Si può essere giovani senza soldi, ma non si può essere vecchi senza averli.
La reputazione e il credito dipendono soltanto dai quattrini che uno ha in cassaforte.