La poesia viene alla luce tentandola e non prospettandola.- Cesare Pavese
La poesia viene alla luce tentandola e non prospettandola.
Non è che accadono a ciascuno cose secondo un destino, ma le cose accadute ciascuno le interpreta, se ne ha la forza, disponendole secondo un senso, vale a dire, un destino.
La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati.
Non si desidera di godere. Si desidera sperimentare la vanità di un piacere, per non esserne più ossessionati.
Bisogna andar cauti, quando si è ragazzi, nel fare progetti, poiché questi si avverano sempre nella maturità.
Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.
Ciò che uno è incomincia ad affiorare quando scema il suo talento, quando egli smette di mostrare ciò che è capace di fare. Il talento è anche un ornamento; un ornamento è anche un nascondiglio.
Niente è più comune di un potenziale sprecato.
Mi ci sono voluti quindici anni per scoprire che non avevo il talento dello scrittore, ma non ho potuto smettere, perché a quel punto ero già troppo famoso.
La mediocrità non riconosce nulla che le sia superiore; ma il talento riconosce istantaneamente il genio.
Io non ho rispetto per il talento. Il talento è genetico. Ciò che conta è quello che riesci a fare con esso.
Vivere in compagnia del talento è come avere un amico esigente, uno che ti aiuta ma non smette mai di chiedere.
Se il lavoro conta più del talento? No, il talento viene prima e va coltivato con il lavoro. Se non ce l'hai puoi lavorare tutto il giorno ma non verrà fuori.
L'erba è una superficie che sarebbe già sparita dal tennis se non fosse stata tenuta in vita da Wimbledon, ma è anche la più onesta nei confronti del talento. Sulla terra si può vincere con la pazienza e con la corsa, sul cemento con la violenza, sui prati ci vuole molto di più.
È una disputa senza vincitori, quella relativa a ciò con cui si nasce e a ciò che è dovuto all'ambiente e agli accidenti.