Il sogno è una costruzione dell'intelligenza, cui il costruttore assiste senza sapere come andrà a finire.- Cesare Pavese
Il sogno è una costruzione dell'intelligenza, cui il costruttore assiste senza sapere come andrà a finire.
I veri acciacchi dell'età sono i rimorsi.
C'è un solo piacere, quello di essere vivi, tutto il resto è miseria.
Tanto stupido che per trovare uno scopo alla sua vita, ha dovuto fare un figlio.
Il professionismo dell'entusiasmo è la più nauseante delle insincerità.
Si fa all'amore per ferire, per spargere sangue. Il borghese che si sposa e pretende una vergine, vuole cavarsi anche lui questa voglia.
Se uno avanza fiducioso in direzione dei suoi sogni, e si sforza di vivere la propria vita come l'ha immaginata, incontrerà un successo inatteso in situazioni normali.
Non c'è dolcezza nei sogni se non fino a che rimangono tali, che non si avverano mai.
Pensa, credi, sogna e osa.
I sogni si realizzano; senza questa possibilità, la natura non c'inciterebbe a farne.
Questa intera creazione è essenzialmente soggettiva, e il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l'attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l'autore, il pubblico e il critico.
Forse c'è qualcosa di peggio dei sogni svaniti: la non voglia di sognare ancora.
Ognuno sogna i sogni che si merita.
Beato chi da giovane sognò tali sogni che possa, da vecchio, seguitare a sognarli.
I sogni non si devono raccontare, perché è come dare l'anima.
Ogni sogno è un pezzo di dolore che noi strappiamo ad altri esseri.