Al danno s'aggiungerebbe la beffa.- Marco Tullio Cicerone
Al danno s'aggiungerebbe la beffa.
Bisogna cercare di impedire tra amici le lacerazioni, ma, se si verificano, bisogna comportarsi in modo che la fiamma dell'amicizia sembri essersi consumata da sola, e non che sia stata soffocata.
Una mente senza istruzione non può dare i suoi frutti più di quanto non possa un campo, comunque fertile, senza coltivazione.
È stupido strapparsi i capelli nel dolore, come se la pena fosse diminuita dalla calvizie.
La giustizia, se è rispetto a Dio dicesi religione, se verso i parenti pietà, se nelle cose affidate dicesi fede.
Come avrai seminato, così raccoglierai.
Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.
Se sei sfortunato, cerca di nasconderlo, per non fare rallegrare i nemici.
Non appena si nomina qualcosa... se è buono, sparisce... se è cattivo, succede.
Incolperà l'uom dunque sempre gli dei?Quando a se stesso i mali fabbrica,dei suoi mali a noi dà caricoe la stoltezza sua chiama destino.
Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.
Si scoprirà generalmente che gli uomini che si lamentano costantemente della loro cattiva sorte stanno solo raccogliendo le conseguenze della loro stessa negligenza, incuria, e imprevidenza, o mancanza di applicazione.
A nessuno va male per molto tempo, se non per colpa sua.
Il destino è una buona cosa da accettare quando ti viene incontro. Quando non è così, non chiamarlo destino; chiamalo ingiustizia, tradimento, o semplicemente cattiva fortuna.
La sfiga è come l'idraulico. Sembra non arrivare ma prima o poi suona alla porta.
Presto invecchiano gli uomini nelle disavventure.