Al danno s'aggiungerebbe la beffa.- Marco Tullio Cicerone
Al danno s'aggiungerebbe la beffa.
Infatti come si dice che ci sono delle donne disadorne, che da ciò ricavano pregio, così questa maniera del parlare tenue, sebbene disadorno, piace; e in entrambi i casi si attua un non so che per cui si determina una certa eleganza che però non dà nell'occhio.
Abbiamo bisogno dell'amicizia sempre, proprio come abbiamo bisogno dei proverbiali fondamenti della vita, il fuoco e l'acqua.
Mi odino pure, purché mi temano.
Nessun artificio può imitare l'operosità della natura.
Non può essere veramente onesto ciò che non è anche giusto.
Ho fatto i calcoli e le tue probabilità di vincere la lotteria sono identiche sia che tu giochi oppure no.
Ma perché dare al sole, perché reggere in vita chi poi di quella consolar convenga? Se la vita è sventura, perché da noi si dura?
Prima o poi, la peggiore combinazione possibile di circostanze è destinata a prodursi.
Fintanto che siamo fortunati lo attribuiamo alla nostra bravura; per la nostra sfortuna diamo credito agli dei.
Ma sai cos'è la sfiga? Chi manifesta al G8 e poi finisce a terra con un colpo in testa! E sai cos'è uno sbirro? Chi viene assolto in piazza con la divisa anche se poi gli parte un colpo!
Quando c'è bisogno di toccar ferro o legno, ci si accorge che il mondo è fatto di alluminio e plastica.
Sollievo è pur nelle sventure estreme gemer,lagnarsi e compatirsi insieme.
Non è del coraggio cedere alla sfortuna.
Per chi è sempre sfortunato fare nulla è quanto di meglio possa fare.
Nell'ateismo non vi è alcuna consolazione. Sfortunatamente, è la visione del mondo più ragionevole.