Al danno s'aggiungerebbe la beffa.- Marco Tullio Cicerone
Al danno s'aggiungerebbe la beffa.
Niente è più nobile, niente più pregevole della fedeltà. L'essere fedeli e sinceri sono le eccellenze e le istituzioni più sacre della mente umana.
Approvo che ci sia qualcosa del vecchio in un giovane, e qualcosa del giovane in un vecchio.
Ignorare quello che è avvenuto prima della nostra nascita equivale a rimanere sempre bambini.
L'acqua e il fuoco non ci sono utili in più circostanze che l'amicizia.
Nei dissensi civili, quando i buoni valgono più dei molti, i cittadini si devono pesare e non contare.
Non esisteva spettacolo più triste sul quale sorgere che quello di un uomo di buone qualità e buoni sentimenti, incapace di indirizzarli, incapace di aiutarsi e di rendersi felice, un uomo sensibile, succube della propria sorte avversa e rassegnato a farsi da essa divorare.
La più grande sfortuna è una fortuna che non cessa mai.
Bisogna seminare anche dopo un cattivo raccolto.
La maggior parte delle sfortune sono il risultato del tempo utilizzato male.
La sfortuna è l'incapacità dell'uomo a modificare la propria natura.
Le cose vanno bene in modo da andare male.
È sempre nel deserto che si rompe la bottiglia d'acqua.
Ma sai cos'è la sfiga? Chi manifesta al G8 e poi finisce a terra con un colpo in testa! E sai cos'è uno sbirro? Chi viene assolto in piazza con la divisa anche se poi gli parte un colpo!
Il saggio non si lascia mai prendere la mano dalla buona fortuna, né abbattere da quella avversa.
Ho avuto sfortuna con le mie due mogli. La prima mi ha lasciato, la seconda... no.