Al danno s'aggiungerebbe la beffa.- Marco Tullio Cicerone
Al danno s'aggiungerebbe la beffa.
Il bene pubblico è la legge suprema.
La prudenza è la capacità di distinguere le cose da fare da quelle da evitare.
Quando chi lo interrogava chiese: "Che ne pensi del prestito del denaro?" Catone rispose: "Che ne pensi dell'omicidio?"
La vera gloria mette radice, anzi si estende, mentre tutte le false pretese cadono come fiori: una finzione non può durare.
La forza dell'amicizia è in questo, che da molte anime se ne forma una sola.
Tutte le disavventure non sono che gradini verso la fortuna.
La felicità è fatta di sventure evitate.
Al gioco sono sfortunatissimo. Sono l'unico al mondo cui capita una mano di poker con cinque carte senza che ce ne siano due dello stesso seme.
La dolcezza dei buoni, dei vinti, degli inermi. La dolcezza della malasorte accettata senza reclami.
Forse a forza di cattive fortune, il Destino ti tempra a sostenere la buona.
Alcuni di noi possono essere degli esempi che mostrano come andare avanti e crescere, e altri sfortunatamente, non lo dimostrano e finiscono per essere degli esempi solo perché devono scomparire.
Tutte le influenze avverse e deprimenti possono essere superate, non con la lotta, ma coll'ergersi sopra di loro.
Le formiche parlano di sfortuna soltanto quando le loro compagne vengono schiacciate da un tacco a spillo.
Non è la "fortuna" che mi è mancata. Sarei grato per qualsiasi grande sfortuna mi avesse colpito, purché fosse stata vita.
L'infelicità è molteplice. La sfortuna della terra è multiforme.